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Dai dati alle azioni: il PNE insieme alle Regioni per il miglioramento della qualità

Dopo la presentazione dei dati del Programma Nazionale Esiti (PNE – Edizione 2025) prosegue il lavoro di AGENAS a sostegno del miglioramento continuo dei processi e degli esiti dell’assistenza nelle strutture ospedaliere presenti nelle Regioni e le Province Autonome.


Infatti, nell’ottica di cooperazione istituzionale, l’Agenzia ha promosso un articolato programma di iniziative regionali finalizzato all’approfondimento dei risultati del PNE (PNE) consolidando così un approccio partecipativo che valorizza il confronto e la condivisione in un’ottica di miglioramento continuo. Tali iniziative sono volte a implementare percorsi di verifica della qualità dei dati e avviare specifici audit clinico-organizzativi a livello locale.



  • Un calendario di incontri con le Regioni

Nel 2026 AGENAS ha avviato un fitto calendario di eventi. Le prime Regioni con cui è in atto un proficuo lavoro di collaborazione sono: Sicilia, Lazio, Marche, Friuli-Venezia Giulia, P.A. di Bolzano, Sardegna, Calabria, Piemonte, Valle d’Aosta e Umbria. In particolare, sono già avviate verifiche sulla qualità dei dati in Sicilia (36 audit in area cardio-circolatoria), in Sardegna (16 audit) e nelle Marche (7 audit). In tali contesti, sono stati attivati anche momenti di formazione, follow-up e accompagnamento tecnico rivolti ai professionisti coinvolti. Inoltre, la Regione Friuli-Venezia Giulia ha richiesto supporto per l’attivazione di audit clinico- organizzativi in ambito oncologico.

  • L’autovalutazione come leva di miglioramento

A complemento delle attività retrospettive di audit, l’Agenzia sta promuovendo l’attivazione a livello locale di strumenti prospettici di autovalutazione, sotto forma di cruscotti gestionali costruiti a partire dai modelli predittivi del PNE. Attraverso tali strumenti, le strutture sanitarie sono messe nelle condizioni di leggere e interpretare in modo autonomo e sistematico i propri risultati, contestualizzandoli rispetto alla complessità clinica e al profilo di rischio dei pazienti trattati.

 I cruscotti gestionali consentono, infatti, di trasformare i dati in informazioni utili al governo clinico e organizzativo, favorendo un processo continuo di riflessione interna sulla qualità dei processi assistenziali e sugli esiti delle cure.

In questa prospettiva, il PNE non assume una funzione meramente descrittiva, ma diventa una leva operativa per individuare tempestivamente criticità, valorizzare i punti di forza e orientare il cambiamento a partire da evidenze oggettive.

Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2026

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